Lui & Lei
La barista del lago
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13.08.2026 |
336 |
5
"Io sono semplicemente pietrificato per quanto tutto sia avvenuto in una frazione di secondo, ma non sono certo infastidito..."
Il seguente racconto è veritiero ed ispirato a fatti realmente accaduti. Nomi e luoghi sono stati cambiati, per far si che non siano riconducibili alle persone reali.Mi trovavo in trasferta per fare un lavoro di 3 giorni in una nota località turistica. Un lavoro che occupava gran parte della giornata ma che, fortunatamente, mi concedeva qualche ora di relax durante la sera. E quando la sera arrivava, in un posto che non conosci, dovevi attrezzarti per cercare di passare il tempo senza che la noia prendesse il sopravvento.
Dopo una doccia rigenerante, pur di non stare in hotel, uscivo per andare a mangiare qualcosa e per fare due passi, nonostante il clima quasi invernale non fosse dei migliori.
Avevo adocchiato un locale sul lago, una sorta di disco-pub molto carino e così la prima sera avevo deciso di fare un sopralluogo per vedere che aria tirasse. Così, dopo una breve camminata arrivo a destinazione, entro, mi siedo ed inizio a guardarmi intorno in attesa di ordinare qualcosa. Al bancone un uomo barbuto, presumibilmente il proprietario ed una ragazza, devo dirlo, molto molto carina ed appariscente che dopo un attimo si avvicina.
"Ciao, cosa ti porto?"
"Posso mangiare qualcosa?"
"Si ma nulla di troppo impegnativo perchè la cucina ha appena chiuso ed a mezzanotte chiudiamo. Fuori stagione abbiamo orario ridotto" mi dice sorridendo
Dopo aver ascoltato le possibili alternative ordino un panino ed una birra.
Mentre la ragazza si allontana non posso fare a meno di notare un tatuaggio molto fine che sale dalla sua gonna (molto molto mini) verso il suo ventre e, cosa che non guasta mai, un culo da favola. Ha una carnagione scura, quasi mulatta, alta ed uno di quei sorrisi che incanta. Passano i minuti e tutto procede nella norma. Mangio mentre guardo il cellulare e di tanto in tanto butto un occhio al bancone, dove ammetto che qualcuno ha catturato la mia attenzione. In più di una circostanza lei mi guarda e sorride, ma fra me e me penso che sia il classico atteggiamento di chi lavora con il pubblico e che, come da buona norma, è sempre sorridente.
Passano pochi minuti e sento "Va bene Desy, io vado. Ci vediamo. Chiudi soltanto che poi domani mattina al resto ci penso io".
L'uomo barbuto se ne sta andando e nel locale restiamo soltanto io, Desy la barista ed una coppia di fidanzatini, o forse amanti. Ordino un'altra birra e quando la ragazza arriva al tavolo mi dice
"Ma tu non sei di qui, vero?"
"No, sono di passaggio"
"Lavoro o piacere?"
"Lavoro ahimè!"
"Di cosa ti occupi?"
La chiacchierata continua per qualche minuto, fino a quando arriva il momento di pagare ed andarmene. "Se vuoi mangiare domani vieni un attimo prima, così trovi un po' più scelta". La ringrazio, saluto e me ne vado.
Percorro la strada che conduce all'hotel pensando a quella ragazza così affascinante. Ripenso al suo sguardo profondo ed ammetto che non perdo l'occasione per fantasticare un po'.
Il giorno dopo si ripete la stessa scena. Questa volta mi presento al locale in un orario più decente. Entro, mi siedo allo stesso tavolo strategico della sera precedente ed inizio a guardare la lista. Al bancone c'è sempre l'uomo barbuto ed il locale è deserto, non ci sono clienti.
La ragazza si presenta al tavolo con un block-notes in mano e sorridendo mi dice
"Ancora qui? Ti sei trovato bene allora"
"Si mi sono trovato bene, ma più che altro è l'unico locale aperto nel raggio di 300 km"
Lei scoppia a ridere ed io faccio lo stesso.
"Cosa prendi?"
"Fai tu, stupiscimi e una media bionda"
"Sono meglio le more delle bionde!" mi dice andandosene
Proseguo la serata sperando nella stessa scena del giorno precedente, ossia sperando di vedere il proprietario andarsene e dopo una mezz'ora circa il desiderio si avvera.
La barista arriva al tavolo servendomi un panino semplicemente spettacolare e la birra e mentre me lo porge mi dice
"Spero sia di tuo gradimento, l'ho fatto con amore. Comunque io sono D...!"
"Desy" le rispondo io "Giusto?"
"E tu come fai a saperlo?"
"Prima avevi un'altra maglietta, quella del locale e ho letto il nome scritto e poi l'ho sentito pronunciare ieri sera dal tuo capo"
"Non ti scappa niente, eh?"
Io le sorrido e annuisco.
Passa una mezz'ora, fra un'occhiata e sorrisi ammiccanti, quasi provocatori. Nel frattempo è scoppiato il diluvio universale. Tuoni, fulmini, lampi. Il vento che sbatte sulle vetrate del locale ed il rumore dell'acqua che assomiglia a vere e proprie sassate. Se fossi uscito in quel momento mi sarei lavato completamente e l'idea non mi entusiasmava più di tanto. Desy si avvicina alle grandi vetrate e dice
"Madonna come faccio ad andare a casa in scooter? E devo anche sistemare i tavoli fuori"
"Tranquilla ti dò una mano io" le dico
Sistemiamo i 5-6 tavoli che c'erano all'esterno, di fretta e furia e rientriamo all'interno del locale, inutile dirlo, letteralmente fradici. Desy torna dopo poco e mentre mi porge un asciugamano non posso fare a meno di notare la sua camicetta. Una camicetta bianca a maniche corte, con tre bottoni due dei quali slacciati. E' letteralmente fradicia e non posso fare a meno di posare il suo sguardo sui suoi capezzoli duri che sporgono da quella quarta abbondante e semplicemente perfetta, anche perchè non indossa il reggiseno. Lei si accorge del mio sguardo e con un finto tono minaccioso mi dice
"Mi stai guardando le tette?"
Io preso un po' alla sprovvista ed imbarazzato per essermi fatto clamorosamente beccare, decido di metterla sullo scherzoso e ribatto prontamente.
"Certo che ti sto guardando le tette. Solo un idiota non lo farebbe"
Scoppia di nuovo a ridere e in un attimo mi mette la lingua in bocca. Mi bacia con passione, quasi con frenesia e dopo aver afferrato la mia mano, la mette proprio sul suo seno pronunciando parole che non dimenticherò mai
"Puoi vederle meglio se vuoi"
La guardo dritta negli occhi ed affondo nuovamente la lingua nella sua bocca, mentre le mie mani toccano quel seno stupendo e quei capezzoli duri come sassi. Le nostre lingue si intrecciano avidamente, sulla bocca, sulle labbra, sul collo. La mia camicia è ormai completamente aperta e lei, d'un tratto, inizia a baciare e leccare il mio collo con la lingua che scivola piano piano sulla mia pancia, fino ad arrivare al bottone dei miei jeans. E' quasi inginocchiata, con il suo sguardo fisso nei miei occhi e senza dire una parola inizia a slacciare i bottoni dei miei pantaloni. Li abbassa con un colpo secco, facendo scendere anche i miei boxer e si avventa con la sua bocca sul mio cazzo duro e voglioso.
Io sono semplicemente pietrificato per quanto tutto sia avvenuto in una frazione di secondo, ma non sono certo infastidito. Affondo le mie dita nei suoi capelli lunghi neri e bagnati fradici, per accompagnare i movimenti della sua testa verso di me. Ha una bocca semplicemente fantastica, calda, morbida e profonda. Riesce a prenderlo tutto, fino in fondo ed io sto già ansimando, eccitatissimo. La prendo per le braccia e la tiro su, con un movimento secco la faccio voltare ed inizio a leccare il suo collo mentre le mie mani ormai sono sotto alla sua camicia, con il cazzo duro che si strofina sul suo culo stupendo. Senza dire una parola abbasso i suoi leggins e con un colpo secco sono dentro di lei.
Emette un gemito quasi urlato ed io inizio a sbattere con forza. Le sue mani si appoggiano sui miei fianchi e mi spingono ancora più forte verso di lei.
"Quanta voglia avevi di scoparmi?" mi chiede
"Da impazzire, fin dal primo momento che ti ho vista"
La sua figa bollente e bagnata mi sta facendo letteralmente impazzire, ma voglio scoparla ancora... quindi mi abbasso verso di lei chinandomi ed inizio a leccare quella figa dalle labbra pronunciate e dal sapore divino... Le mie mani sul suo culo allargano leggermente le sue natiche e la mia lingua penetra in profondità, leccando e succhiando un clitoride enorme... e lei gradisce da impazzire, bagnando il mio viso con i suoi umori ed il suo piacere...
Si alza, si volta e mi spinge contro una sedia, facendomi sedere, quasi con prepotenza. Ed in un attimo si mette sopra di me, porgendo i suoi capezzoli alla mai bocca...
Si muove sinuosamente sul mio cazzo, con movimenti lenti alternati a movimenti più decisi, sbattendo sempre più forte mentre mi chiede di succhiare le sue tette.
Improvvisamente inizio a sentire tremare le sue gambe, vibrano vertiginosamente e sono accompagnate da un urlo di piacere quasi sofferente. La sento squirtare su di me ed è una sensazione semplicemente divina.
Desy si alza ansimando ed io la guardo esterrefatto per la sua bellezza e per la sua carica erotica impareggiabile. Si sistema i capelli, si inginocchia ed inizia a succhiarmi fino a farmi esplodere di piacere nella sua bocca. E continua a succhiare e leccare, anche dopo avermi fatto venire, con il mio corpo che si contorce dal piacere.
"Wow! Che spettacolo"
"Tu sei uno spettacolo" le rispondo io...
Il temporale si è calmato e noi ci godiamo una birra, l'ennesima, seduti vicini e letteralmente fradici di acqua e sudore, inebriati dei nostri profumi e con lo sguardo consapevole di chi non è riuscito a resistere alle tentazioni.
Sono passati tanti anni, ma io e Desy abbiamo mantenuto un rapporto molto stretto. Ci intratteniamo in lunghe chiacchierate, talvolta ricordando quella sera che entrambi definiamo "assurda" e di tanto in tanto, quando possibile vista la distanza, ci ritagliamo qualche momento per ripetere incontri fugaci... ma sempre pieni di una passione impareggiabile.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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